>> Collettività cinesi
9 maggio - 22 giugno
9 maggio - 22 giugno
>> Xing Danwen, Han Lei, Tie Ying, Zhang Dali,Gao Brothers
La Cina è un Paese di grande interesse: la rapidità di cambiamento economico e sociale, in atto ormai da più di un decennio, ha permesso di far emergere nuovi linguaggi espressivi nel mondo dell’arte e, in particolare, nel settore della fotografia. Il racconto per immagini è realizzato con la partecipazione di sei artisti: Xing Danwen, Han Lei, Tie Ying, Zhang Dali ed i fratelli Gao. Scopo: far emergere i diversi comportamenti di alcune fasce della società cinese.

COLLETTIVITÀ CINESI
a cura di Patrizia Bonanzinga

Nonostante l’apertura verso l’occidente e i grandi cambiamenti in atto, la Cina resta ancora un Paese poco noto ai più, un Paese con una forte tradizione storica la cui popolazione segue dei propri codici di comportamento ben strutturati e profondamente radicati.
Quando si osservano i lavori fotografici degli autori cinesi di oggi, non si può non pensare alla rapidità con la quale essi sono cresciuti.
La grande fase della “modernizzazione”, con ritmi di crescita ad andamento esponenziale, è iniziata a partire dalla metà degli anni ’80 e ha coinvolto tutto il vasto territorio della Repubblica Popolare, trasformandolo in un vero e proprio stato-cantiere: negli ultimi anni il tempo in Cina si vede materialmente scorrere al ritmo delle sue trasformazioni. Anche l’arte, e in essa la fotografia, ha seguito l’andamento del Paese, registrando una crescita rapida ed incalzante e suscitando conseguentemente l’interesse dei paesi occidentali, paesi di cui i fotografi cinesi hanno saputo recepire, reinterpretandole, le influenze.

Xing Danwen

Xing Danwen è nata nel 1967 a Xi’an, nella provincia nella provincia dello Shaanxi, regione centrale della Repubblica Popolare di Cina. Tra il 1982 e il 1986 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Xi’an, nel 1992 si diploma presso l’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino e tra il 1998 e il 2000 frequenta la scuola di Arti Visive di New York. Dal 1994 ha esposto, oltre che in Cina, in vari Paesi: Germania, Giappone, USA, Gran Bretagna, Albania, Francia, Canada. Il lavoro “Scroll A” è stato realizzato a Pechino nelle estati del 1999 e del 2000 con una tecnica manuale che permette di sviluppare e stampare tutto il negativo creando delle efficaci panoramiche che mostrano, con un profondo bianconero, la vita dei pechinesi che si riuniscono lungo le rive del lago Ho Hai, nel pieno centro di Pechino. Poetico lavoro fotografico che mette in evidenza una importante caratteristica del popolo cinese: vivere all’aperto. (www.danwen.com/)

Han Lei

Han Lei è nato nel 1967 a Kaifen, nella provincia dello Henan, regione centrale della Repubblica Popolare di Cina. Oltre che in Cina ha esposto in Belgio, Germania, Giappone, Finlandia, Stati Uniti. Han Lei ha sviluppato il lavoro qui presentato negli anni compresi tra il 1986 e il 2002. Durante quegli anni ha percorso diverse città, soprattutto nel nord della Cina. Le città cinesi di media grandezza, sono le quinte di questo lavoro. Vengono presentate venti fotografie che formano un racconto della vita di coloro che cercano di sfruttare al meglio le economie che si sviluppano attorno alla rete ferroviaria. Fotografo malinconico con le sue immagini bianconero, spesso riprese durante l’inverno con tempo nuvoloso, trasmette un’atmosfera statica dove, nonostante i grandi cambiamenti in atto nel Paese, tutto sembra permanere sospeso, sembra essere immobile.

Tie Ying

Tie Ying è nato nel 1971 a Harbin, nella provincia dello Heilongjiang, nord della Repubblica Popolare di Cina. Nel 1992 si è diplomato presso il dipartimento di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Pechino. Dal 1999 si dedica alla fotografia. Questa è la sua prima mostra fuori dalla Cina. “Tienanmen Square” è una raccolta di fotografie bianconero scattate sulla grande piazza di Pechino che simbolicamente rappresenta il cuore della Cina. La piazza Tienanmen rappresenta un luogo di incontro dove si può anche rendere omaggio alla nazione: ogni pomeriggio al tramonto una massa considerevole di persone si accalca a nord della piazza nel punto centrale dove si erge il pennone della bandiera per partecipare in raccolto silenzio all’ammaina bandiera. Militari allineati, visi di gente curiosa, corpi vestiti da festa, massa umana che si sfiora, si fotografa, si attarda.

Zhang Dali

Zhang Dali è nato nel 1963 a Harbin, nella provincia dello Heilongjiang, nord della Repubblica Popolare di Cina. Nel 1987 si diploma all’Accademia di Belle Arti. Nella seconda metà degli anni ’80 vive in Italia, a Bologna, dove comincia la sua produzione più significativa. Dal 1987 espone i suoi lavori, oltre che in Italia, in molti altri Paesi: Germania, Gran Bretagna, USA, Giappone, Francia, Spagna ed altri ancora. Zhang Dali è un fotografo metropolitano che basa il suo lavoro sulla documentazione di performance. Con “One Hundred Chinese” Dali documenta la fase di realizzazione di un calco in gesso fatto su una testa di un cinese delle periferie di Pechino. Ultimamente a Pechino, nelle zone più remote e periferiche della città, si sono formati, in modo del tutto spontaneo, dei villaggi anonimi le cui collettività sono legate al tessuto della capitale stessa, anche se la capitale li respinge e li relega con violenza ai bordi della città.

Gao Brothers

Gao Zhen e Gao Qiang sono due fratelli nati nella provincia dello Shandong, a sud di Pechino nel 1956 e nel 1962 rispettivamente. Lavorano insieme dal 1985 con il nome di Gao Brothers. Fino al 2000 hanno esposto in Cina, sia collettive che personali, nel 2001 hanno cominciato ad esporre all’estero: Parigi, Nizza, Los Angeles e Tirana. Il lavoro “Hug! Hug!” qui presentato è del 2002 ed è un lavoro fotografico basato su una performance: i Gao invitano a partecipare alla performance circa centocinquanta volontari cinesi tra loro sconosciuti ai quali domandano di scegliere casualmente una persona che dovranno abbracciare per circa quindici minuti. L’abbraccio vuole essere unione, opposto della separazione, ma questo enorme pannello di dodici metri per quattro, formato da quarantotto fotografie quadrate di lato un metro, ci mostra una fotografia astratta, una scomposizione della realtà che esprime un profondo senso di utopia.

>>  L’Officina - Arte al Borghetto
Piazza della Marina, 26 Roma Italia
06-3222271
ORARIO: martedì - sabato, 10.30/19.00
domenica e lunedì chiuso


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