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| >> Calcio di rigore |
14 maggio - 13 giugno |
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Claudio Cruz Valderrama, Alfredo Fagalde, Marcos Lopez, Eustaquio Neves , Giancarlo Pazzanese , Andres Piña , Miguel Rio Branco , Omar Ureña , Eduardo Verderame , Maria Rosa Jijon |
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Opera installativa di Paulina Humeres e Mauricio Peralta
A cura di Antonio Arevalo
Nonostante sia originario della vecchia Europa, il calcio costituisce uno dei più genuini orgogli dell’America Latina. Li si vive il gioco come in nessun altro luogo al mondo. L’arte contemporanea, che è l’occhio attento delle nostre società, non poteva esimersi da questo argomento affrontandolo da diverse angolature e punti di vista, con differenti materiali e linguaggi. I lavori dei dieci autori presenti alla mostra non si soffermano solo sul gioco, sul campo o sui giocatori, ma si concentrano anche sugli sguardi degli spettatori, sui loro volti silenziosi che esprimono con semplice incisività la difficile e contraddittoria coesistenza di quei mondi e di quelle comunità, e ancora sulla miseria dei meninhos de rua e sulla loro estrema povertà, sull’ emarginazione dell’indio e dell’emigrante, sugli opposti miti spaziali della selva e della città e sull’altro calcio, quello americano giocato dai chicanos. È uno sguardo dalle differenti prospettive e senza pregiudizi, trasversalmente indirizzato verso il significato emblematico, intimo e collettivo prodotto dal gioco. Non dunque archivio di immagini, ma lettura introspettiva e chiave di accesso a una condizione primordiale dove le cose hanno ancora la possibilità di essere reinventate e ricreate. |
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| Claudio Cruz Valderrama
Nato a Santiago del Cile nel 1966, vive attualmente a Città del Messico dove svolge la professione di fotoreporter. Ha lavorato fino al 1993 per il periodico La Nacion del Cile, tra il 1994 e il 1995 con l’Agenzia Internazionale di notizie Reuters di Città del Messico. Attualmente collabora con l’Agenzia The Associated Press.
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| Alfredo Fagalde
Nato a Santiago del Cile nel 1967, ha studiato batik nell’atelier di Andres Aguirre e pittura con René Poblete Urqueta. Nel 1989 una borsa di studio gli ha permesso di collaborare con Herman Meschi. Ha esposto a Santiago, Valencia e Barcellona. Nel 2000 la sua personale a Modena (“Un sasso nella scarpa”, Ex salumificio Pagliani) nel 2003 partecipa alla collettiva “No Money No Honey” (a cura di Antonio Arévalo) per l’inaugurazione dello spazio espositivo Arèa, a Palermo.
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| Marcos Lopez
Nato a Santa Fe nel 1958, è fotografo e film maker. Ha iniziato ad avvicinarsi alla fotografia come autodidatta dalla fine degli anni’70; nel 1986 è stato tra i primi studenti stranieri ammessi all’International Film and Television School di San Antonio de los Banos (Cuba). Ha vinto il primo premio dell’Andy Goldstein Foundation (1993) e il Josune Donrronsoro Photographic Acquisition First Prize" (Caracas, 1997). Ha esposto la serie “POP LATINO” all’I.C.I (centro culturale Spagnolo di Buenos Aires) nel 1993, ha partecipato a Photoespana 99 con “In Praise of Passion” (al Fine Arts Circle di Madrid). Ancora nel ’99 la mostra "Myths, Dreams and Realities, Contemporary Argentine Photography" all’International Center of Photography (New York, 1999). È tra i cento fotografi pubblicati nel volume “Blink” edito da Phaidon (2002).
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| Eustaquio Neves
Nato a Juatuba, Minas Gerais nel 1955, è fotografo free lance e lavora principalmente sui temi della memoria e dell’identità. Ha ricevuto il VII premio Marc Ferrez de Fotografias da Funarte (1994) e il Grande Premio J. P. Morgan de Fotografia (1997). Ha partecipato alle Biennali di Tokio, L’Havana e Houston e a numerose collettive, tra cui: “Fotografia Brasileira Contemporânea”, (Museu Lasar Segall, San Paolo, 1993), “Novas Travessias, New Directions in Brazilian Photography” (The Photographers’ Gallery, Londra, 1996); “Minas Minas - Memorial e Contemporânea” (IV Mês Internacional da Fotografia, Museu da Imagem e do Som, San Paolo, 1999).
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| Giancarlo Pazzanese
Nato Santiago del Cile nel 1976, ha studiato Arti Visive all’Università Católica di Santiago. Lavora sui temi del corpo e dell’identità utilizzando video, fotografia, installazione e performance. Tra le mostre recenti: “Donde esta Waldo?” (Santiago, 2002), “Kent Explora – premio de Arte Digital” (Santiago 2001), “Dermatoscopia” (Biennale dei Video e dei Nuovi Media, Santiago 1999) “Desaster de la Guerra” (7 Biennal Universitaria, parigi, 1999). A febbraio 2003 ha esposto per la prima volta a Roma, partecipando al progetto INT12 curato dall’artista Paolo Angelosanto.
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| Andres Piña
È fotografo autodidatta dall’età di 16 anni, a 18 ha iniziato a lavorare come fotoreporter di calcio. Collabora con Las Ultimas Noticias e con la rivista Don Balon. Ha vinto due volte il premio dell’Union de Reporteros Graficos de Chile, come miglior fotografo di sport dell’anno (1994 e 1996). Nel 2002 ha partecipato alla serie di mostre di Coquimbo capitale della Fotografia in Cile.
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| Miguel Rio Branco
Nato a Las Palmas de Gran Canaria (Spagna) nel 1946, ha esordito come pittore, nel 1964. Dall’inizio degli anni ’70 lavora come fotografo e regista (ha girato una serie di film sperimentali e tutt’ora si dedica alle produzioni multimediali), dal 1980 è corrispondente per Magnum Photos. Ha pubblicato su Aperture, National Geographic, Photo magazine e Stern; ha vinto il Great Prize of the First Triennale of Photography del Museu de Arte Moderna di San Paolo (1980), il Kodak Prix (1982), il suo film Nada, ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria al Lille Film Festival, nel 1982. Sue foto e film sono state acquisite in importanti collezioni come quelle del centre Pompidou, del MOMA di San Francisco, del Walker Art Center.
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| Omar Ureña
Nato a Città del Messico nel 1969, è fotografo e performer. Le sue immagini sono oniriche e crude allo stesso tempo, svelano il carattere rituale di attività sportive di gruppo, calcio, wrestling) e la forte componente sessuale sottesa. Nel 2001 ha esposto ad Art Chicago con la galleria Luis Adelantado di Valencia. Tra le performances: “Tributo A Los Arboles” (Performance con Paulina de Labra, South Woods Città del Messico, 1993) “La Cruxada de Los Niños” (Performance con Roberto Escobar Museo Carrilo Gil, Città del Messico, 1990). Ha partecipato anche alla prima edizione del Festival di Fotografia di Roma, presente con due lavori alla mostra “La fotografia contemporanea Latinoamericana da New York a Santiago del Cile”.
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| Eduardo Verderame
Nato a San Paolo nel 1971, ha studiato studiato Arte Plastica presso la facoltà di Comunicazione e Arti dell’Università di San Paolo e tecniche dell’incisione presso il Museo di Arte Moderna. È tra i fondatori del gruppo “Nova Pasta”, collettivo di artisti che promuove l’arte contemporanea. Tra le sue mostre personali recenti “O Sorriso dos Vencedores” e “...a dor vencer? O amor vencer?” (San Paolo, 2002). Ha partecipato a numerose collettive tra San Paolo, Santiago del Cile e l’Italia.
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| Maria Rosa Jijon
Nata a Quito nel 1968, ha studiato all’Universidad Central del Ecuador, all’Istituto Superior de Arte di l’Havana (teoria e tecniche di stampa), al Royal College of Fine Arts di Stoccolma (tecniche di stampa e computer grafica). Il suo lavoro è incentrato sui temi dell’identità culturale, dell’immigrazione, della contaminazione. Ha partecipato alla scorsa edizione del Festival di Fotografia di Roma, ha esposto alla III Biennale Iberoamericana di Lima (2001), al Fotofest di Houston (2000) ed i varie gallerie private, a Stoccolma, Madrid, Milano, New York.
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IILA - Istituto Italo-Latino Americano Vicolo dei Catinari, 3 Roma 06 68492.203
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