>> Attraverso l’Afghanistan
>> Intervista a Riccardo Venturi
  “Cosa succede in Afghanistan quando si spengono le luci dei grandi network televisivi?” – Lo abbiamo chiesto a Roberto Venturi che, nel corso di quest’intervista, ci accompagnerà “Attraverso l’Afghanistan”, regalandoci una lezione di fotogiornalismo e passando per tutti quei luoghi dove le grandi narrazioni cine-televisive assolutamente si rifiutano di andare…
   
>> Quelli di Bagheria
>> Intervista a Ferdinando Scianna
  Ferdinado Scianna è presente al Festival Internazionale di Fotografia con una mostra dedicata alle “Feste religiose in Sicilia” (Galleria Valentina Moncada) e con la proiezione del film “Quelli di Bagheria”, tratto dal suo omonimo libro fotografico. Un film che, nel suggestivo contesto dei Mercati di Traiano, strapperà al pubblico applausi a scena aperta e commenti entusiasti: “Davvero un bel modo di mostrare le fotografie.” Fotografie, quelle di Ferdinando Scianna, legate al filo della ricerca espressiva e dell’indagine antropologica: un filo che l’autore dipana risolvendo il conflitto tra arte e scienza a favore di una passione narrativa dedicata al racconto delle vicende umane e alla loro rappresentazione.
   
>> La tradizione della fotografia
>> Intervista a Stefano Di Tommaso
  Il Festival Internazionale di Fotografia travalica i confini della città di Roma e si estende a Frascati. Accolte dallo spazio allestito dal grande architetto Massimiliano Fuksas, le fotografie di Venturi e Norfolk, insieme alle immagini di Star City, si mostrano a una folla attenta e incuriosita. Tra gli spettatori non potava mancare il promotore dell’evento: l’assessore Stefano Di Tommaso, con il quale facciamo il punto sull’offerta culturale davvero ricca che il comune di Frascati mette a disposizione dei suoi abitanti e dei suoi visitatori.
   
>> Il lungo addio
>> Intervista a Dieter Bachmann
  “Dedicato a tutti gli italiani e le italiane che sono venuti in Svizzera a lavorare e a vivere” – così si apre il catalogo che l’Istituto Svizzero di Roma ha riservato all’importante mostra “Il lungo addio” (Limmat Editore): un addio che ha riguardato migliaia di uomini e di donne, strappati dal loro tessuto sociale e trasformati in emigranti. Col dottor Dieter Bachmann, direttore dell’Istituto, rievochiamo le difficoltà che queste persone furono costrette ad affrontare, difficoltà che oggi, questa mostra, pone all’attenzione della memoria collettiva tributando, a tutti i lavoratori italiani, un giusto riconoscimento.
   
>> La mia prima macchina fotografica
>> Intervista a Gianni Berengo Gardin
  È uno dei più grandi fotografi italiani di tutti i tempi: Gianni Berengo Gardin. Lo incontriamo mescolato ai visitatori della mostra che l’Istituto Svizzero ha dedicato all’emigrazione italiana e, grazie alla sua disponibilità, abbiamo la possibilità di raccogliere la storia di un giovane emigrante che comprò a Lugano la sua prima macchina fotografica… la storia di Gianni Berengo Gardin.
   
>> Chi siamo?
>> Intervista a Giordano Morganti
  Roma, 17 Maggio 2003: le fotografie esposte nei locali della Temple University sono frutto di una ricerca, quella di Giordano Morganti, che dura da più di trent’anni. Una ricerca che ha posato il suo obbiettivo fotografico sulla realtà del disagio psichico e dell’emarginazione e che, oggi, propone a tutti gli spettatori del Festival Internazionale di Fotografia una domanda dal forte valore sociale ed esistenziale: “Chi siamo?”
   
>> Culture a confronto
>> Intervista a Enrico Pugliese e Delfina Bonada
  Enrico Pugliese, sociologo, è professore all’Università “Federico II” di Napoli. Delfina Bonada, giornalista, scrive per il quotidiano svizzero “24 heures”. Facciamo loro qualche domanda e, quello che ne viene fuori, è l’analisi di un paese, l’Italia, che l’opinione comune tende a considerare immune dal più pericoloso dei virus, quello del razzismo. Ma è davvero possibile accettare questo luogo comune senza inoltrarsi in più profonde (e anche allarmanti) considerazioni? Enrico Pugliese e Delfina Bonada dicono di no.
   
>> La cittą delle stelle
>> Intervista ad Arianna Rinaldo
  Arianna Rinaldo, un’importante esperienza come archivista dell’agenzia “Magnum” alle spalle, è redattrice del magazine “Colors” ed è ospite del Festival Internazionale di Fotografia come curatrice delle mostre “Colors Communities” (Mercati di Traiano) e “Star City” (Scuderie Aldobrandini). Con Arianna Rinaldo ci addentriamo in un discorso che esplora i modi in cui, in tempi di globalizzazione, viene rappresentata la contemporaneità e scopriamo una cosa: il vecchio adagio “tutto il mondo è paese” non è poi così sbagliato…
   
>> La casa della fotografia
>> Intervista a Olga Sviblova
  Olga Sviblova, curatrice della mostra che il Festival Internazionale di Fotografia ha dedicato a Sergei Chilikov, ha un merito eccezionale: quello di aver fondato una “casa” dove il patrimonio iconografico della Russia trovasse l’accoglienza che si merita. Stiamo parlando della “Casa della Fotografia” di Mosca: esploriamola insieme alla sua direttrice.
   
>> Fotografia e filosofia
>> Intervista a Serguei Chilikov
  Fotografia e filosofia: due giochi che Serguei Chilikov pratica ma che preferisce mantenere separati. Perché la filosofia è un gioco della mente mentre, la fotografia, è un gioco delle forme. Forme che negli scatti del professore russo assumono un aspetto conturbante perché, dentro di essi, c’è la vita. La vita della provincia russa: milioni di chilometri e migliaia di fotografie. Le fotografie di Serguei Chilikov.
   
>> Mezzo secolo di storia
>> Intervista a Don McCullin
  Negli occhi di Don McCullin scorre la memoria di mezzo secolo di storia del nostro pianeta: un pianeta funestato da guerre e tragedie, cicatrici nella mente di un fotoreporter che ha documentato le atrocità con coraggio e con dedizione al vero e che, nella sala delle conferenze dell’Es Hotel, anticipa le domande dei giornalisti parlando come un fiume in piena dei rischi della manipolazione digitale della realtà e di un mercato, quello editoriale, che sembra rigettare la rappresentazione del reale oscurando ciò che accade dietro alle immagini patinate dei più fotogenici avvenimenti mondani. “Il fotogiornalismo,” tuona Don Mc Cullin, “ha cominciato a morire quando la gente ha cambiato gusti e ha cominciato a interessarsi a David Beckham e alle Spice Girls, così, il fotoreportage vero, si è ritrovato con sempre meno persone motivate a vederlo…”